MAROCCO

Prossimamente tanti nuovi e bellissimi itinerari!

 

Rabat, in giro per la fiabesca capitale marocchina!!

RABAT IN BREVE!

Moderna e brulicante di vita, Rabat affaccia sulla costa occidentale del Marocco e stupisce i viaggiatori con scorci unici sull’Oceano Atlantico. Rabat è una città molto particolare: ricca di storia da una parte, ma con bellissimi e nuovi quartieri dall’altra… miscuglio tra l’antico fascino e nuova innovazione.. Due mondi in un posto solo!

E’ una tappa immancabile sia per i tour che proponiamo privati o di gruppo…  Mi piace moltissimo anche per tutti i punti panoramici, che permettono di vedere la vicina Salè, il fiume e soprattutto l’infinito oceano.

Oltre ad essere la capitale del Marocco, è la città dove risiede il Re e dove è possibile vedere il Palazzo Reale. Inoltre ha una caratteristica Medina e una bellissima kasbah tutta dipinta di blu e bianco. La città si trova sulla foce del fiume Bou Regreg che la divide da Salé. Questa città  Ospita alcuni dei principali siti e monumenti storici del Paese, come la cittadella e il mausoleo del sultano Moulay Ismail a El-Jadida (Agdal), ma la Vecchia Medina di Rabat è dove troverai la maggior parte del suo fascino.

La città inoltre è circondata da mura che si estendono per 5 Km e l’accesso è possibile attraverso 5 porte ornamentali, le cosiddette Bab.

La Medina

Come in tutte le Medine marocchine, sono sempre molto caotiche e piene di vita, specialmente nel tardo pomeriggio. Soprattutto su Avenue Mohammed V, ci sono moltissimi carretti che vendono fichi d’india, pannocchie, olive e tutto quello che occorre soprattutto ai locali. Questa Medina è molto antica, è infatti stata costruita nel XVII secolo. E’ a forma ortoganale e, rispetto ad altre Medine del Marocco, anche abbastanza semplice da girare. Il modo più semplice di orientarsi è di tenere come punto di riferimento le vie principali, come Avenue Mohammed V, Ave Laalou, Rue Consuls e Rue Souika. La parte più caratteristica è il Souq as-Sebbat. All’inizio di questo mercato si può anche vedere la Grande Mosquee e proseguendo verso la parte sud-est della Medina si trova il mellah, dove un tempo viveva la comunità ebraica.

La medina di Rabat è ‘calma’ rispetto a tante altre confusionarie, forse è proprio qui che si riesce a percepire lo scorrere della vita quotidiana. Sono davvero pochi i turisti che passeggiano e si perdono nel labirintico intreccio di strade.

I Suq della capitale sono il luogo must-visit per acquistare souvenir o più semplicemente per entrare in contatto con lo spirito commerciale, creativo e artigianale della città. Io vi consiglio di passeggiare lungo due arterie principali: Rue es-Sebat e Rue Souika, rispettivamente la via dei pellettieri e dei mercanti di stuoie e tessuti di ogni foggia. Il viale è particolarmente affollato il giovedì mattina per via della celebre vendita all’asta dei tappeti tradizionali della città.

Rabat è affascinante, ma non tutti inseriscono la capitale del Marocco nel proprio itinerario di viaggio. Eppure un giorno a Rabat potrebbe non essere sufficiente per visitarla. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire i punti principali quali non possono mancare nella vostra lista dei Must See:

Sono molte le attrazioni turistiche di Rabat, città che non deluderà il viaggiatore. Molto più rilassata e tranquilla rispetto ad altre città del Marocco, Rabat riesce a coniugare un’atmosfera cosmopolita con elementi storici e architettonici di grande interesse.

La Kasbah des Oudaias e i giardini andalusi!! Un gioiello senza tempo

Arroccato alla foce del fiume Bou Regreg in Rabat, la Kasbah degli Udayas (o Oudaya) è una fortezza spettacolare che racchiude la ricchezza storica e culturale del Marocco. Questa antica roccaforte, costruita nel XII secolo, è una testimonianza della storia stratificata del paese, che unisce un’architettura surreale, giardini vivaci e viste mozzafiato sull’Oceano Atlantico.

Non a caso, il nome originario della Kasba era per l’appunto Ribat – letteralmente, «convento fortificato». Al giorno d’oggi, il quartiere ospita la celebre porta monumentale di Bab-Al-Bab El Kebir, la quale conduce alla piazza della Moschea di Al-Jama-Atiq, tra le più antiche di Rabat. Non dimenticare di immergerti nelle stradine costeggiate da edifici bassi, molti dei quali dipinti in bianco e in azzurro.

Le strette e tortuose strade sono fiancheggiate da architettura tradizionale marocchina, che mette in mostra intricate piastrelle, porte ad arco e batacchi decorati.

Esplorando la Kasbah, i visitatori troveranno giardini lussureggianti, in particolare i Giardini Andalusi, pieni di fiori profumati, fontane e sentieri ombreggiati. Questi giardini offrono una fuga tranquilla e uno sguardo alla tradizione dei giardini islamici, che enfatizzano l’armonia con la natura. Inoltre ci sono piccoli negozietti e locali. Di particolare interessa la Moschea Vecchia o Moschea el-Atika e un Museo all’interno del quale si possono vedere prodotti di artigianato locale. Girando per la cittadella non potete non andare a Plateforme du Semaphore, ossia una piazza dalla quale è possibile vedere l’oceano, il fiume e la vicina Salè. Entrando in questa piazza, noterete poi delle scale sulla sinistra che vi condurranno in riva all’Oceano. Appena fuori da Bab Oudaia, scendendo le scale sulla sinistra, si trovano i Giardini Andalusi. Sono dei giardini molto piacevoli e ombreggiati, con fontane e portici che vi trascinano, con la propria bellezza in un altra dimensione.

La Kasbah degli Udayas è una destinazione accattivante che offre uno scorcio unico sulla ricca storia e cultura del Marocco. Con la sua architettura mozzafiato, i giardini sereni e le viste mozzafiato, è una testimonianza della resilienza e del patrimonio artistico della nazione. Una visita alla Kasbah non è solo un viaggio nel tempo, è un invito a entrare in contatto con lo spirito di Marocco.

Palazzo Reale

Il Palazzo Reale di Rabat – Dar-al-Makhzen è l’attuale residenza della famiglia reale e si trova nella Ville Nouvelle.

Non aspettatevi molto da questa visita, soprattutto perchè ciò che si può vedere è la porta d’ingresso e le visite all’interno non sono consentite… ma ne vale la pena assolutamente!

Commissionato e edificato nel XVIII secolo, il complesso architettonico divenne ben presto una testimonianza inconfutabile dell’indipendenza del Marocco. L’edificio non può essere visitato dai turisti per ovvie ragioni, ma vale la pena ammirarlo dall’esterno in virtù della sua importanza storico-culturale e della sua particolarità estetica. La bandiera marocchina sventola sulla sommità della porta principale, mentre tutt’intorno si estendono i giardini reali e l’immensa piazza d’armi.

La Torre di Hassan e il Mausoleo di Mohammed V

La zona dove si trova la Torre di Hassan è molto bella, ben curata e in una posizione con una bellissima veduta visto che affaccia direttamente sull’estuario del fiume.

Non soltanto è il simbolo iconico di Rabat, ma anche la testimonianza inconfutabile del suo straordinario passato. Il minareto della moschea svetta imponente e ospita una terrazza sulla sua sommità da cui ammirare lo skyline cittadino. Eretta durante la reggenza di Yacoub al-Mansour, rimase incompiuta alla morte del sultano Hassan – avvenuta prematuramente nel 1199. Nelle immediate vicinanze dell’omonima piazza è possibile ammirare le 200 colonne che avrebbero dovuto fungere da base per la costruzione della moschea vera e propria.

Questa torre, che avrebbe dovuto raggiungere l’altezza di 86 metri (attualmente 44 mt) doveva far parte di un progetto molto più ampio. Infatti qui doveva sorsegere la seconda moschea più grande al mondo, la Moschea di Yacoub el Monsur. Questo progetto poi venne abbandonato perchè morì il suo ideatore.

All’interno delle mura, proseguendo, si trova Tomba reale di Rabat si affaccia sulla piazza della Torre di Hassan ed è una destinazione imperdibile del tuo itinerario marocchino. Non soltanto custodisce le tombe del sultano Mohammed V e dei suoi due figli Hassan II e Moulay Abdellah, ma è anche un gioiello architettonico costruito tra il 1961 e il 1971. Il decennio di progettazione e realizzazione del complesso funerario ha coinvolto oltre 400 artigiani e architetti locali al fine di realizzare l’idea dell’architetto di origini vietnamite Eric Vo Toan. Le decorazioni in stile classico – con commistioni arabe e andaluse – valorizzano i ghirigori e i pattern artistici tipici del Marocco. Il gesso e il marmo scolpito sulla parete esterna sono sapientemente bilanciati dai dettagli in in bronzo lavorato a mano e in legno dipinto: un capolavoro che sorge nel cuore di Rabat e che contribuirà ad acuire la tua ammirazione per la cultura nordafricana.

Chellah e il Museo Archeologico

La necropoli di Chellah, a mio avviso, è un luogo molto bello e particolare da vedere a Rabat, un mix tra storia romana e cultura islamica. e l’avventura è la tua passione e sei alla ricerca di siti archeologici testimoni di un passato glorioso, questo posto allora fa per te!

Non tutti sanno che a soli due chilometri circa dal centro storico della capitale marocchina si trovano i resti dell’antica Sala, sede dell’Arco di Trionfo e del Decumano Massimo d’origine romana. Avrai quasi l’impressione di passeggiare tra le vie del centro storico di Roma o tra le strade imbrecciate di Pompei ed Ercolano. Il motivo di tale fama è rintracciabile nelle usanze funebri dei sultani merinidi, i quali scelsero Sala come sede delle tombe familiari.

da una parte si vedono delle antiche rovine romane della città di Sala, purtroppo soltanto alcuni massi; dall’altra invece ci sono i resti di una necropoli costruita nel XIV secolo dal sultano del tempo, che fece anche circondare il sito da mura tutt’ora visibili. Di questa parte svetta ancora il minareto con le sue colare piastrelle ancora completamete intatto, e li accanto da una parte sorgeva una moschea e dall’altra la Medersa. Inoltre ci sono differenti tombe, tra cui quella del sultano che fece costruire la necropoli e quella della moglie, dove si vedono ancora varie decorazioni. Una cosa pazzesca è vedere la quantità di nidi di cicogne sul minareto e li accanto, uno spettacolo unico.

Credo fortemente che la Chellah sia tra le location più affascinanti di tutta Rabat. La tua avventura  ti permetterà di entrare in contatto con la flora e la fauna nordafricana, immergendoti in un passato lontano fatto di magnificenza e sfarzo… Prenditi questo momento !!

Tanto vicino all’Europa ed al mondo occidentale eppure tanto lontano per cultura, lingua, tradizioni e modi di vivere. Il Marocco è un paese che non lascia indifferenti, o lo si ama o lo si odia. Sicuramente ad un primo impatto può spiazzare e sopraffare; ma a poco a poco coinvolge, accoglie ed affascina in un modo che lascia un segno indelebile nella memoria e nel cuore…

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STRADA DELLE MILLE KASHBA

Questo blog è dedicato Alla strada più bella del Marocco, anche perchè la più richiesta come itinerario dai nostri viaggiatori !! Per me è difficile spiegare cosa provo ogni volta che torno in Marocco, ci sono quei luoghi dove ti sembra di appartenere, ecco… Tutto questo è Marocco per me!

La prima parte di questo viaggio alla scoperta del Marocco berbero vi porterà a salire piano piano tra le vette dell’Atlante. Partendo da Marrakech di buon mattino si percorre la N9, una strada asfaltata ma di certo non a scorrimento veloce.

Usciti dalla città rossa il paesaggio già comincia a cambiare diventando molto verde e collinare. La vostra prima tappa di giornata è però là, dietro i monti dell’Atlante, superato il passo più famoso del Marocco. Si chiama Tizi n’Tichka e par raggiungerlo dovrete scalare i suoi 2260 metri.

La strada sale tra tornanti e viste mozzafiato … da qui sembra di dominare il mondo. E sembra incredibile che proprio sulla ripida ascesa che porta al passo, possiate trovare bancarelle pronte a vendervi fiori, erbe aromatiche o souvenir. Il Marocco è anche questo, resilienza e lotta per la sopravvivenza.

Fermatevi qualche minuto al Tizi n’Tichka, riposatevi perché avrete guidato già per oltre 100 chilometri e quasi 2 ore. Godetevi la vista e l’aria frizzante di montagna prima di ripartire.

La catena dell’Atlante è come un cancello di ingresso nel mondo del popolo berbero. Superato il passo già potrete cominciare a scorgere le primissime kasbah e le donne ricurve al lavoro nei campi.

Dopo pochi chilometri, 4 per l’esattezza, vi troverete di fronte ad un bivio: proseguire verso Ouarzazate lungo la N9 o svoltare sulla P1506 verso Telouet. Come sempre la strada più complessa è quella che garantisce maggiori soddisfazioni. Per cui svoltate e non ve ne pentirete, anche se i primi chilometri di sterrato potrebbero spaventarvi.

Questa stradina immersa nel Marocco è davvero incredibile. In pochi metri vi ritroverete da soli, circondati da aride montagne rocciose che nascondono piccoli torrenti portatori di vita. Proprio intorno al loro letto sorgono incredibili oasi verdi, verdissime, che offrono riparo e cibo per i primi villaggi berberi che incontrerete. Adaha, Talattane e poi Telouet tutti caratterizzati da case di fango e paglia, rosse come come la terra che vi circonda.

Superate Telouet e la Kasbah del Glaoui si prosegue sulla P1506 in direzione Ait-Ben-Haddou distante circa 50 chilometri. La strada, recentemente asfaltata, è bellissima da guidare ed il colore delle rocce e della terra tende a diventare sempre più ambrato. Lungo i letti dei fiumi si susseguono i villaggi berberi dove la gente sopravvive ricavando il massimo da una terra apparentemente ostile.

“Strada delle mille kasbah”  vuol dire che gli incredibili paesaggi lunari dai colori caldi vengono interrotti da numerose oasi, palmeti e bellissime abitazioni tipiche marocchine. A sorprendervi, però, non sarà solo la natura: piccoli villaggi berberi, infatti, renderanno il viaggio ancor più intimo ed autentico.

Lasciamo questi scenari meravigliosi fino a raggiungere un luogo con il fascino fiabesco, la Kasbah Ait-Ben-Haddou, uno dei 9 siti del Marocco che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità…  La Ksar è un concetto abitativo tribale, tradizionale del Marocco pre-sahariano, composto da un gruppo di edifici costruiti nel 1600 con materiali organici, tra cui un ricco fango rosso, e racchiuso all’interno di alte mura dove ancora oggi alcune famiglie vivono. Ait Ben-Haddou è stata costruita su una collina, in modo da dominare la vallata, lungo le sponde del fiume Ounila, ai piedi delle montagne dell’Atlante.

Il cuore vi batterà a mille durante questa visita…

Proseguiremo per Ouarzazate, che nel linguaggio berbero vuol dire “ luogo tranquillo, senza rumore”… sopranominata anche LA PORTA DELL’AFRICA.

Sta di fatto che proprio i suoi splendidi scenari e paesaggi pre Saharini, le vicine oasi di palme, la ricchezza di valli e gole non potevano che attrarre i registi del mondo della celluloide che proprio qui vi costruirono nel 1983 gli studi cinematografici Atlas!

Solo alcuni dei moltissimi film girati qui sono: STAR WARS, IL GLADIATORE, LA MUMMIA, IL TRONO DI SPADE …

Ci dirigiamo verso l’oasi di Skoura, che si raggiunge dopo circa 40 chilometri di N10.

Il palmeto di Skoura è la porta d’ingresso nella valle del Dadés. Grazie ai suoi 25 chilometri di palme progettati nel XII secolo e al metodo tradizionale d’irrigazione del khettara si è guadagnato la tutela dell’Unesco.

Chi a Skoura può dedicare ore e non giorni, vi consiglio di visitare la Kasbah Amridil, una delle meglio conservate di tutto il Marocco. La struttura è così in ottimo stato da essere un vero e proprio museo a cielo aperto che conserva anche diversi utensili ed artefatti utilizzati dagli abitanti del villaggio che risale al 1600.

Per godere a pieno della visita il meglio sarebbe riuscire a farsi aiutare da una guida, ma anche senza la scoperta della kasbah è davvero molto piacevole.

Superata Skoura e la sua oasi si entra nella valle scavata dal fiume del Dades. Incredibile pensare come una lingua d’acqua così sottile, a tratti quasi un rigagnolo, possa aver creato nei millenni un paesaggio tanto spettacolare che trova il suo culmine nella parte più settentrionale in quelle che sono chiamate le Gole del Dades.

Prima di raggiungere queste gole, però, il Marocco regala ancora sorprese. La N10, perfettamente asfaltata, vi porta infatti a Kelaat M’Gouna nel cuore della Valle delle Rose. Questo nome romantico deriva dal fatto che in Primavera, in particolare a Maggio, questa zona del Marocco berbero viene colorata dai petali di questo fiore in grado di resistere al freddo ed alla siccità. I campi si riempiono di petali e lungo il tragitto troverete numerose donne chine a raccogliergli e bambini pronti ad inseguirvi per vendervi collane variopinte.

Superata la Valle delle Rose, all’altezza di Boumalne Dades si abbandona la N10 per entrare nella parte più spettacolare di tutta questa zona: le mitiche Gole del Dades. La R704, altra strada ben asfaltata, inizia a salire tra pareti rocciose che piano piano diventano sempre più strette.

La R704 è spettacolare e corre costeggiando il piccolo letto del fiume Dades. Proprio all’incessante e lenta opera di questo fiumiciattolo si deve la nascita circa 600 milioni di anni fa di questo vero e proprio canyon.

La strada che percorre le Gole del Dades è un riassunto meraviglioso di questa parte di Marocco berbero, i colori diventano ancora più intensi. Il verde dei palmeti che affiancano il fiume Dades contrasta ancora di più il rosso sempre più avvolgente della terra e delle rocce. Ed è un continuo superare piccoli villaggi di gente umile, dove il turismo è accolto senza sfarzo ma con estrema gentilezza.

Dopo circa una trentina di chilometri da Boumalne Dades, le Gole del Dades regalano il loro punto più spettacolare. I muri di roccia arrivano quasi a toccarsi. La strada si arrampica letteralmente con una serie incredibile di tornanti. Una volta arrivati in cima alla salita potrete godervi la vista su questa ferita nella roccia dalla terrazza di un bar, che rovina un pò la magia, o dal vicino punto panoramico.

La R704 prosegue fino a M’semrir, ma il panorama diventa più piatto e meno spettacolare per cui, se avete poco tempo a disposizione vi consigliamo di tornare verso Boumalne Dades e dirigervi verso un altro piccolo grande spettacolo di questa terra.

Si prosegue per arrivare all’ennesimo spettacolo che, solo questa terra riesce a regalare,  Gole del Todra.

Da Boumalne Dades si torna sulla N10 verso Tinghir che con i suoi 1300 metri sul livello del mare è una delle città più alte di tutto il Marocco. Il paesaggio ed il clima, però, non sembrano proprio quelli tipici montani. Dopo 45 minuti di viaggio arriverete nella cittadina e imboccherete la R703 verso Tamtetoucht.

La strada sale e regala splendidi panorami sul maestoso palmento che circonda Tinghir, il cui verde intenso ancora una volta crea un incredibile contrasto con il rosso che caratterizza questa parte di Marocco. Dopo circa 15 chilometri la R703 sembra finire contro il muro di roccia che si staglia di fronte a voi. Una piccola curva a destra e lo spettacolo delle Gole del Todra si aprirà alla vostra vista.

Sarete letteralmente schiacciati tra due pareti rosse di oltre 300 metri che si lanciano verso il cielo distanti tra loro non più di 20 metri. Fermatevi, parcheggiate la vostra auto a bordo strada e scendete. Difficile fare foto che rendano l’idea, difficile descrivere la bellezza delle Gole del Todra.

Ancora una volta siamo piccoli di fronti a tutto, ancora una volta questo paese regala emozioni.

Ripartiremo poi per il deserto attraversando i palmeti di Tafilalet… regione compresa tra gli oued Ziz e Rheris, il Tafilalet è un enorme palmeto del Grande Sud. … Immagina di assaggiare le centinaia di varietà di datteri… Il nome significa ‘brocca’ nella lingua dell’antico popolo Amazigh (aka berberi), e questo è sicuramente un soprannome appropriato per la più grande oasi del Marocco.

Arriveremo in Riad, ai piedi delle dune.. non manca tanto per vedere lo spettacolo così tanto atteso..  camminate sulla sabbia fine dell’Erg Chebbi, rilassatevi e godetevi lo scenario mozzafiato.

Ci svegliamo respirando il silenzio.. quella sensazione che provi solamente qui…  godiamo della colazione tradizionale marrochina e iniziamo il nostro tour tra le dune dell’Erg Chebbi.. Erg infatti in arabo vuol dire “dune portate dal vento”. È tutto ‘tanto’ in Africa, il verde delle oasi è troppo verde, il rosso della sabbia è troppo rosso, il cielo è davvero troppo azzurro. Tutto così intenso da sembrare quasi irreale…

Tra le molte mete che ci attendono, scopriremo come e dove vivono le famiglie nomadi della zona … oasi selvagge in mezzo al nulla, paesaggi spettacolari del deserto e piccole città con  i palmeti …

Il nostro tour ci porterà poi a Khamlia, un paesino situato alle porte delle dune. In questa località, avremo l’opportunità di scoprire la famosa danza Gnawa della popolazione ancestrale e la sua musica tradizionale., abitato da una popolazione proveniente dal Mali e con loro assisteremo ad un piccolo concerto di musica, assaporando il delizioso tè marocchino.

E finalmente… dopo tanta attesa.. nei pressi del Riad, ci attendono i dromedari per una traversata tra le dune di sabbia, nel cuore del deserto.. Tante emozioni amplificate dalla bellezza che ci è esplosa tutto attorno. I colori, le persone che ti salutano incuriosite, i bambini che ti corrono incontro, sorridenti … ed il silenzio, davvero totale il silenzio del deserto, aperto e profondo, generato dallo spazio enorme, sconfinato, che c’è intorno.

Nascosti all’interno della Grande duna, ci attende la serata intorno al fuoco, si ascolta musica berbera suonata dai ragazzi che ci lavorano e che, come da tradizione, tramandano oralmente canti e balli con centinaia di anni di storia.

Il cielo stellato sarà la cornice ideale per la vostra notte nel deserto.

La sveglia è al mattino presto, per poter vedere un altro grande spettacolo tra le dune del Sahara marocchino: una meravigliosa alba … immersione completa nella natura e nel silenzio, che ci consente di ascoltare il nostro respiro, le nostre emozioni e percepire che ciò che ci circonda in quel momento ci appartiene, che siamo parte di questa piccola frazione di Marocco che ci accoglie, ci stupisce, ci insegna che si può vivere anche così.

La differenza ci incanta, ci illumina e dona un’immagine che resterà nei nostri occhi.

E dopo questo incanto, VI AUGURO DI POTER SOGNARE, E CON NOI REALIZZARE IL VOSTRO SOGNO

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FES, IL MUSEO A CIELO APERTO!

Davvero il museo a cielo aperto!!

Tra le maggiori città del Marocco, Fès è la più antica delle quattro città imperiali e deve questo prestigio alla sua prevalenza politica secolare e all’importanza della sua antica università, sulla cultura e sull’arte del Maghreb. Fes è una città del Marocco Nordorientale, spesso definita la capitale culturale del Paese. È famosa soprattutto per la Fes El Bali, la medina fortificata che ospita esempi di architettura merinide medievale e vivaci souk, e dà ai visitatori la sensazione di trovarsi nel passato… Semplicemente, rinchiude dentro di sé l’essenza del Marocco.

Immersa in un paesaggio collinare verde e rigoglioso, Fes è una città di grandi dimensioni con oltre un milione di abitanti, 70.000 dei quali vivono ancora quasi ammassati tra le mura dell’antica medina: Fes el Bali.

Non c’è dubbio che il centro medievale rappresenti il cuore pulsante della città e, in qualche modo di tutto il Marocco. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1981 e fondata oltre 1200 anni fa, Fes el Bali è un incredibile labirinto di vicoli. Se ne contano più di 9400 e in ognuno di questi i vostri sensi verranno inevitabilmente sconvolti.

Fes el Bali è il colore vivido degli splendidi zellij che ornano le scuole coraniche, le moschee ed i foundouk; è il blu intenso ed inconfondibile della maestosa Bab Bou Jeloud, perfetta porta d’ingresso in un mondo lontano da ogni immaginazione; è il rumore degli zoccoli di muli carichi di ogni cosa preceduto dal rituale “Balak! Balak!” dei mulattieri; è il suono ritmato di Place Seffarine, dove gli artigiani del posto battono l’ottone ed il rame per dare vita alle loro creazioni. Fes el Bali è l’odore nauseabondo delle pelli lavorate nella storica Conceria Chouara, ma al tempo stesso è il profumo che sale dalle bancarelle di street food nel Souk Boujiloud.

Non solo emozioni ed immagini, l’antica medina è la principale tra le cose da vedere a Fes anche perché detiene una serie di record non indifferenti. Fes el Bali ospita, infatti, la più antica università del mondo: l’Università al-Qarawiyyin, fondata nel lontano 859. Sempre parlando di storia, Fes è anche sede della più antica conceria al mondo, la già citata Conceria Chouara.

Infine l’antica medina è considerata la più grande di tutto il mondo arabo e rappresenta anche l’area urbana più grande al mondo in cui è vietata la circolazione di auto.

Scatti di vita quotidiana nella medina di Fes el Bali, una delle cose più belle da vedere in Marocco, soprattutto se sei appassionato/a della fotografia..

La principale porta di accesso a Fes el Bali è la meravigliosa Bab Bou Jeloud. Inconfondibile per la sua forma con tre archi tipicamente moreschi ed il colore delle piastrelle che la ornano: blu sulla facciata esterna, verdi su quella interna.

La porta che vediamo oggi è stata eretta nel 1913 dai francesi in sostituzione di una molto più semplice e modesta del XII secolo.

Gli archi di Bab Bou Jeloud incorniciano in modo perfetto i minareti della vicina Medersa Bou Inania, regalando la prima immagine iconica di Fes. Varcata la soglia di questa sontuosa porta sarete subito nel cuore della medina, tra decine di bancarelle, ristoranti e café. Praticamente qui si incontrano le due principali vie che percorrono Fes el Bali: Tala’a Kebira e Tala’a Sghira.

Da non perdere ovviamente la famosa conceria di Fes…

La conceria Chouara è uno dei posti più incredibili e controversi di Fes. Si tratta della più antica e più grande conceria della città, istituita proprio con la fondazione della città stessa nel IX secolo. Da allora le metodologie di lavorazione della pelle non sono mai cambiate. La visita alla conceria Chouara è la scoperta di una tradizione millenaria, considerata di diritto Patrimonio dell’Umanità, dove il sudore della fronte è il solo mezzo che permette di creare i prodotti artigianali poi esposti nei negozi circostanti.

Tutti i vostri sensi verrano storditi, per primo l’olfatto per via del forte odore che riempie l’aria già nei dintorni della conceria. Non è un caso che, soprattutto in estate, vi venga offerta della menta da portare con voi nel corso della visita. D’altro canto qui si lavora pelle vera: pelle di capra, pecora, cammello, vacca e lo si fa con prodotti naturali che vanno dallo zafferano al guano, dall’urina di mucca al fiore di papavero. Ogni elemento ha un suo ruolo e viene raccolto e mischiato nelle vasche in pietra disposte a nido d’ape che che creano un gioco incredibile di colori.

Le vasche più chiare hanno generalmente lo scopo di eliminare residui organici dalla pelle e di ammorbidirla per renderla più malleabile. Le vasche più sgargianti sono invece quelle che contengono la vernice naturale usata per colorare. Immersi nelle vasche ecco le figure dei conciatori dotati di incredibile resistenza e forza di volontà.

Da un lato tutto quello che vi abbiamo descritto è semplicemente meraviglioso e rappresenta forse la più incredibile delle cose da vedere a Fes. Dall’altro, però, non mancano i dubbi sulla sicurezza di questa attività sia per i lavoratori che per l’ambiente circostante. In particolare preoccupa l’Ouad Fes nel quale finiscono gli scarichi di lavorazione.

MOSCHEA E UNIVERSITÁ AL-QARAWIYYIN

Place Seffarine non è solo un luogo di fascino e commercio. Proprio qui si affaccia la Moschea Al-Qarawiyyin che ospita la più antica università del mondo e una biblioteca da oltre 30.000 libri e manoscritti, alcuni unici al mondo.

Questa moschea-università fu voluta e istituita da una donna, Fatima Al-Fihriya, nel 859 e da allora si è progressivamente espansa ed evoluta fino a poter ospitare oltre 20.000 fedeli, diventando la più importante di Fes.

Purtroppo alle persone non musulmane non è consentito l’accesso per cui potrete solo limitarvi a guardare il cortile interno dalle porte aperte ai fedeli.

MADRASA AL-ATTARINE

Appena svoltato l’angolo ecco il piccolo ingresso della Madrasa al-Attarine, che prende il nome dall’omonimo ed adiacente souk dove si vendono spezie e profumi. Più piccola e più recente (1324 dC) della Madrasa Bou Inania, anche questa scuola coranica è un edificio meraviglioso con spettacolari giochi di zellij e stucchi. Il costo di ingresso è 25 MAD.

ZAOUIA MOULAY IDRISS II

A brevissima distanza, il Mausoleo in onore di Moulay Idriss, fondatore della città, è un ulteriore luogo di grande importanza non solo per Fes ma per tutto il Marocco. L’area della tomba è considerata area sacra ed è visitata da fedeli che provengono da ogni parte del paese e anche dall’estero.

Purtroppo anche in questo caso l’accesso è vietato a tutti i non musulmani, per cui dovrete accontentarvi di ammirarla dalle porte, quasi sempre aperte. Gli interni sembrano davvero meravigliosi.

SOUK DI FES EL BALI

Rispetto a Marrakech Fes ha più cose da vedere nel vero senso della parola. Ci sono più monumenti, più luoghi storici oggettivamente interessanti da visitare e finora ve li abbiamo descritti. Ciò non toglie che anche in questo caso la magia di Fes el Bali sia racchiusa principalmente nei suoi souk brulicanti di vita.

Tala’a Kebira e Tala’a Sghira sono le due vie principali che percorrono la medina, ma ogni vincolo può riservare incredibili sorprese. I souk sono tanti, di diverso tipo e sparsi per tutta Fes el Bali. Lasciatevi trasportare dalla vostra curiosità e dalla vita quotidiana di questa incredibile città.

MELLAH ED IL PALAZZO REALE

Superata Bab Semmarine si entra praticamente nel Mellah, il quartiere ebraico. Sebbene oggi possa sembrare strano, Fes qualche secolo fa ospitava un’importante comunità ebraica. Tra il XIV e il XVI secolo questa comunità venne concentrata all’interno di questo quartiere ghetto, andando a creare il primo Mellah del Marocco.

La strada principale è Derb al-Souq, da percorrere molto tranquillamente. Qui si affacciano i balconi delle case ebraiche, caratteristica tipica del quartiere. Sono poi presenti il cimitero ebraico ed alcune sinagoghe.

Oggi la comunità ebraica è sostanzialmente sparita e chiaramente il Mellah ha perso le proprie caratteristiche originarie. Rimane, però, una piacevole scoperta nella strada che porta a Place des Alouites dove si erge l’imponente ingresso principale del Palazzo Reale.

Ultimissima tra le principali cose da vedere a Fes è la magnifica e maestosa porta d’ingresso del Palazzo Reale. Il Dar al-Makhzen di Fes è uno dei più grandi e antichi di tutto il Marocco, ma purtroppo non è visitabile. Si possono solamente ammirare le porte esterne che costituiscono l’ingresso principale del palazzo in Place des Alouites.

Stiamo parlando di 7 portali in bronzo completamente lavorati in modo artigianale, circondati da mosaici di piastrelle dalle tonalità blu e verdi in onore rispettivamente di Fes e dell’islam.

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MAROCCO IN BREVE

Tutto quello che devi sapere sul Marocco!

Il Marocco è pieno di bellezze, sia naturali che antropologiche. Tra le principali meraviglie offerta dalla
natura di questa terra, non possiamo non citare il Sahara, le catene montuose che chiudono un lato del
paese (Alto Atlante, Chefchaouen e Oregano) e non dimentichiamo il magnifico e caldo mare del Marocco.
Tra le bellezze antropologiche è doveroso citare le numerose moschee, gli inestimabili siti archeologici, i suggestivi palazzi
e i musei ricchi di tesori. Il clima varia a seconda dell’area geografica; sulla costa, per esempio, è molto
affine al nostro, sui monti è più fresco, mentre nel Sahara si secca con il procedere verso l’interno. La cucina
ha subito forti influenze francesi, ma non ha perso le sue origini, che potrete scoprire e assaggiare nei
numerosi locali o bancarelle di finger food…

Il clima in generale:

Ogni stagione è buona per visitare il Marocco, anche se il periodo migliore  va da marzo a giugno, oppure da
settembre a novembre, quando il clima non è troppo caldo. Se invece dovete visitare città interne come
Marrakech, Fès e Meknès, è meglio partire durante la tarda primavera o il tardo autunno, per evitare
temperature troppo elevate…  Io ho visitato Marocco decina di volte, durante tutti i mesi dell’anno e vi garantisco che non si sbaglia mai, qualunque periodo voi scegliate!

 

Cosa portare in valigia:

Ovviamente in Marocco fa caldo, le temperature sono sempre abbastanza alte, per questo vestitevi leggeri
ma portate sempre una felpa per la sera. Quando girate per la città cercate di non portare borse o zaini di
valore, purtroppo la sabbia, con la complicità del vento, tende a rovinare accessori e abbigliamento. In Marocco bisogna ripararsi bene dal sole e dalle temperature alte, quindi portate con voi un cappello di paglia, una bottiglietta d’acqua, della crema solare
ed evitate di andare in giro nelle ore più calde…

Ricordatevi sempre di essere L’OSPITE, quindi abbiate sempre il rispetto verso i locali…

 

Quando costa di meno:

La bassa stagione va dal mese di novembre al mese di febbraio, escludendo ovviamente il mese di
dicembre. In questo periodo le temperature sono più basse che in estate e può piovere (o addirittura
nevicare) sulle alte cime delle montagne dell’Atlas. Il clima, infatti, subisce cambiamenti decisamente forti da una zona all’altra, creando quindi differenze temporali notevoli all’interno dello stesso paese, in più, nonostante il clima affatto piovoso,
alcune aree sono interessate da temporali invernali, di media intensità, ma di scarsa durata…

 

Cosa Mangiare:

I principali alimenti alla base della cucina marocchina sono pecora, verdure e datteri, con influenze arabe e
francesi. I piatti tipici sono più conosciuti sono il tajine, il couscous, la pastilla, la harira e i merguez, ovviamente lungo                           la costa sono diffusi piatti a base di crostacei, pesci e frutti di mare. Tipico del
marocco è anche il finger food, come testimoniato dalle tante bancarelle e locali che troverete per le strade, soprattutto a Marrakech nella famosa piazza Jamaa El Fna.

Dopo aver parlato di primi, secondi e contorni, non possiamo non citare i dolci tipici della tradizione
marocchina, come le corna di gazzella o la pastilla au lait. Vi ricordiamo infine che la cucina del marocco
risente sia della tradizione africana che di quella francese, creando un mix veramente unico nel suo genere…

 

Vi lascio con questo proverbio Tuareg

“Dio ha creato le terre con i laghi e i fiumi perché l’uomo possa viverci. E il deserto affinché possa ritrovare la sua anima”

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